Discussi in Puglia problematiche degli apicoltori Abruzzesi

lunedì, 2 ottobre 2017   ·  

Come vedete dalla locandina allegata è stato organizzato in Puglia e ve ne diamo conto, un incontro che ha affrontato sostanzialmente l 'uso di fitofarmaci ma maggiormente le problematiche degli apicoltori abruzzesi sul territorio Pugliese e come risolverle.(avvelenamenti e ribaltamenti).

Chi ha organizzato li vedete,(tra questi, in collaborazione, A.R.A.P. acronimo di associazione regionale apicoltori pugliesi) la data la vedete cosi' come anche la sede dell'incontro.

Pugliaapi ha partecipato in rappresentanza degli apicoltori Pugliesi iscritti con il Presidente Giuseppe Rosini ed il Socio Vincenzo Laterza esponendo le problematiche riportate dai soci tra le quali non vi è in cima  l'uso dei fitofarmaci  ma sopratutto è  la sempre ormai nota difficoltà a reperire postazioni dove piazzare i propri alveari durante la fioritura degli agrumi occupati in gran parte ed maniera sempre crescente da apicoltori nomadi di fuori regione.

Tale problematica è stata inoltre accuita da diversi fattori quali: 

- Riduzione degli gli spazi agrumicoli con tagli di interi agrumeti ritenuti poco remunerativi e non più convenienti dagli agricoltori.

 Sono quindi sbagliati i numeri apparsi sul sito U.N.AA.PI che accreditava alla Puglia 8.000 ha di coltivazioni.

Basterebbe percorrere oggi  la s.s. 100 e tra  Massafra e Taranto e a metà percorso (dopo concessionario Iveco) volgere lo sguardo a sinistra tenendolo fermo per diversi km perchè a tanto ammontano gli agrumeti tagliati    kilometri.

 Potreste fare la stessa cosa in agro di Castellaneta, di Ginosa, Palagiano, lo spettacolo non cambierebbe.

Gli 8.000 ha non esistono più dal 2010 perchè a tale data risalgono i numeri di U.N.AA.PI e secondo le nostre stime , sul campo, la riduzione è del 20-25% con 6.000 ha oggi presenti ed in diminuzione.

Risulta quindi anche sbagliato il numero di alveari che in teoria si potrebbero portare in Puglia stimati in 40.000 arnie (sito U.N.AA.PI) sia perchè calcolati su una superficie ormai inesistente e sia perche suppone che tutti gli agrumicoltori Pugliesi siano disposti ad ospitare arnie (cultivar senza semi quindi non api e non indispensabilità della presenza delle api per l'impollinazione in quanto tutti sanno che i fiori di zagara sono ermafroditi) cosa che qualsiasi apicoltore anche dilettante che gira per trovare postazioni conosce, tale dato teorico quindi scende a non più di 20-25.000 arnie sopportabili.

 

In Puglia sono oggi presenti più di 25.000 arnie di apicoltori locali presenti in maggioranza sulle zone più vocate all'apicoltura e quindi nelle zone fruttifere ed agrumicole della Murgia Barese e piana Tarantina(con buona pace per l'anagrafe Apistica che ne assegna molte di meno),solo  gli apicoltori Abruzzesi hanno  oltre 30.000 arnie in buona parte appartenenti a nomadisti, 10.000 sono gli alveari di nomadisti di altre Regioni.

Fate dei conti, gli alveari interessati all'agrumicoltura Pugliese sarebbero oltre 60.000, un mumero spropositato ed insopportabile .

 

- inoltre, ad aggravare ulteriormente  la situazione,  raccolti sempre più scarsi in seguito al cambiamento climatico (e lo saranno sempre di più),  aumento del numero di apicoltori Pugliesi  cosi come del numero di nomadisti provenienti sopratutto da Abruzzo ma anche dalla Campania, dall'Emilia, dalla Basilicata, dal Molise  in seguito alla chiusura della Calabria per le note vicissitudini del coleottero.E non è tutto.Se gli apicoltori nomadisti di fuori regione si limitassero a portare le proprie arnie, sarebbe un conto, ma si permettono anche di fungere da agenzia per il collocamento di alveari di altri loro colleghi a cui reperiscono postazioni fregandosene se nelle vicinanze vi sono o meno alveari di altri. Sono parte di un sistema che aiuta , gli amici i quali a loro volta aiutano gli amici degli amici in uno scambio di favoritismi, alleanze e strategie politiche (inteso come governo delle cose) alle spalle dell'apicoltura regionale che in una certa parte sembra che non veda e dorma , è come se vivesse su un altro pianeta. E' ora che gli apicoltori Pugliesi si sveglino, finendo di favorire strutture ed organizzazioni di rappresentanza regionali  che tali problematiche non vogliono affrontare, altrimenti saranno loro stessi responsabili di questo stato delle cose.  alimentando  uno dei principali motivi del mancato sviluppo della nostra apicoltura.

Ecco perchè vogliono che gli apicoltori Pugliesi siano divisi perchè ciò regge il gioco di chi vuol ancora sfruttare il nostro territorio a fini puramente economici a spese di chi ci vive e tutti coloro che si oppongono subiscono vessazioni, discredito, calunnie, esclusioni con  atteggiamenti degni della peggior politica Italiana.La questione Meridionale è ancora aperta.

 

Questo oggi è il quadro esatto della situazione in Puglia da cui si evince che non c'è più  spazio per tutti.

 Abbiamo inoltre portato a conoscenza della platea che da anni la nostra apicoltura Regionale è anch'essa  vessata da atti di vandalismo,ingenti furti  ed altre varie disgrazie, ma senza ricevere le medesimi attenzioni e lo stesso impegno per aiutare gli apicoltori Pugliesi .

Abbiamo portato tutta la nostra solidarietà ai colleghi abruzzesi per gli atti subiti non giustificabili da alcuna motivazione ed abbiamo sollecitato una collaborazione tra apicoltori  (con la creazione di tavoli ed incontri)e non  al fine di cercare di risolvere congiuntamente alcune questioni riguardandi l'accavallamento di un numero ingente di alveari in spazi ristretti nel rispetto sia dei nomadisti ma anche e sopratutto, secondo noi, degli apicoltori Pugliesi che sul territorio ci vivono e ci rimangono anche dopo la fioritura degli agrumi rendendo un gran servigio all'agricoltura regionale( mandorli, ciliegi, fruttiferi in genere,serre, angurie, ortive,fragole,ecc)

Abbiamo inoltre noi suggerito di accellerare sulla creazione dell'Osservatorio Regionale di apicoltura che, se esistente, avrebbe potuto affrontare con maggiore incisività sulla soluzione del  problema dibattuto ed è dispiaciuta sia la ormai perenne 'assenza di un pensiero, una indicazione a favore degli apicoltori Pugliesi da parte dell'altra associazione Pugliese presente A.R.A.P. (che vive perennemente in una sorta di silenziosa dicotomia essendo  nel contempo anche  socia dellU.N.AA.PI e dellAssociazionje Apicoltori Abruzzesi ) in merito sopratutto alle problematiche esposte  del nomadismo e sia che il Presidente di U.N.AA.PI. abbia manifestato tutto il proprio scetticismo sulla realizzazione e funzionamento di questo importante strumento nella nostra Regione. Secondo il suo pensiero l'Osservatorio  sarebbe inadatto e poco aderente ai tempi ed alla gestione delle incombenze apistiche della Regione, una specie di zavorra. (non si capisce poi per quale motivo in altre Regioni e sotto altri nomi funzionano da noi potrebbe avere problemi).Noi quantomeno ci crediamo e ci proviamo poi si vedrà.  

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Chi siamo:

Pugliaapi è una associazione regionale libera ed indipendente di apicoltori Pugliesi per l'apicoltura Pugliese. .

Dove siamo:

Promuoviamo lo sviluppo dell'apicoltura sul territorio pugliese, valorizziamo la qualità e tipicità dei prodotti apistici regionali, sensibiliziamo i cittadini al rispetto ambientale attreverso le api, supportiamo i nostri soci fornendo assistenza tecnica. Molto bene ma  questo  a noi di Pugliaapi non basta.

Dove andiamo:

Sognare, credere e progettare, lasciare un segno incisivo ed indelebile del proprio operato  verso uno sviluppo  armonico che coinvolga gli apicoltori in prima persona in un percorso che li vede protagonisti di uno scenario nuovo, affascinante ed entusiasmante che si chiama filiera, comparto, sistema.

Questa è la nostra più importante missione.

 

 

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